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Il Rapporto sullo stato del decennio digitale, nuovo strumento di monitoraggio della transizione digitale europea
Il Rapporto sullo stato del decennio digitale, che dal 2023 ha sostituito l’indice DESI (Digital Economy and Society Index), è uno strumento con cui la Commissione europea valuta annualmente i progressi dell’Unione nel raggiungimento degli obiettivi per il decennio digitale europeo 2030 e formula eventuali raccomandazioni.
I documenti sulla base dei quali il rapporto è redatto sono il Programma strategico del decennio digitale, gli Indicatori chiave di prestazione, le Roadmap nazionali.
Il Programma strategico del decennio digitale
Il Programma strategico del decennio digitale (Decisione UE 2022/2481 del 14/12/2022) contiene il manifesto per indirizzare la trasformazione digitale dell’Unione europea fino al 2030, con la finalità di favorire una transizione maggiormente incentrata sulla persona e che sia inclusiva e sostenibile.
All’interno del programma strategico, il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri cooperano per conseguire gli obiettivi del decennio digitale lungo 4 assi di intervento:
- popolazione digitalmente qualificata e inclusa
- infrastrutture digitali efficienti, sicure e in grado di connettere tutti i cittadini
- trasformazione digitale delle imprese per prendere decisioni migliori, interagire con i propri clienti e migliorare i processi aziendali
- modernizzazione della pubblica amministrazione con servizi e procedure digitali
Gli Indicatori chiave di prestazione
Gli Indicatori chiave di prestazione (Decisione UE 2023/1353 del 30/06/2023) rappresentano la bussola per orientare le politiche digitali europee e per misurare il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030. Gli indicatori sono 17, raggruppati nei 4 assi di intervento sopra citati (si veda la matrice completa degli indicatori in fondo all’articolo).
Le Roadmap
Le Roadmap, formulate da ogni Stato dell’Unione, contengono la strategia di ogni Paese, le azioni programmate per raggiungere gli obiettivi del decennio digitale, gli impatti attesi di ogni obiettivo.
L’Italia, nei suoi programmi di intervento, ha dimostrato piani molto ambiziosi anche se l’adozione e la pubblicazione formale della propria roadmap non è ancora avvenuta.
Il Rapporto annuale sullo stato del decennio digitale
L’ultimo Rapporto annuale sullo stato del decennio digitale è stato emanato dalla Commissione europea il 2 giugno 2024 ed è composto da quattro documenti:
- la Relazione sullo stato del decennio digitale in cui sono esaminati gli sviluppi del programma politico del decennio digitale e sono illustrati i progressi compiuti dall’Unione europea
- l’allegato 1 “Competitività e sovranità, cittadini, ecologizzazione intelligente, coerenza delle politiche e sinergie”
- l’allegato 2 “Aggiornamento delle traiettorie previste a livello di UE per gli obiettivi digitali”
- l’allegato 3 “Relazioni sintetiche relative ai 27 Stati membri”
L’ultimo rapporto annuale evidenzia progressi insufficienti nel raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi e una eccessiva frammentazione tra gli Stati membri.
Una delle principali criticità della trasformazione digitale europea è la limitata diffusione delle tecnologie digitali al di fuori delle grandi città, che genera un aumento del divario digitale tra le imprese e i cittadini. Gli investimenti, il capitale umano e le infrastrutture digitali sono spesso concentrati nelle grandi città, mentre i piccoli centri e le aree periferiche faticano a stimolare l’economica, a lottare con le sfide demografiche e a includere digitalmente i cittadini.
L’Italia ha fatto progressi generali nei 4 assi di intervento, ma non sta sfruttando ancora appieno il proprio potenziale, che potrebbe favorire un più rapido raggiungimento degli obiettivi previsti.
Competenze digitali
L’aumento delle competenze digitali dei cittadini è uno degli obiettivi principali del decennio digitale, ma oggi solo il 56% della popolazione europea possiede competenze digitali almeno di base. Nonostante ciò, 9 europei su 10 ritengono importante che le autorità pubbliche prevedano un adeguato supporto per aiutare le persone ad affrontare la trasformazione digitale. Per quando riguarda il numero dei cittadini specialisti nel campo ICT, si registrano valori lontani dall’obiettivo e un persistente squilibrio di genere.
L’Italia deve ancora superare la sfida delle competenze digitali e dell’inclusione digitale dei cittadini, trovandosi sotto la media europea: solo il 46% dei cittadini possiedono competenze digitali almeno di base. Si registra, inoltre, un valore sotto la media (4%) degli specialisti ICT, correlato all’interesse ancora basso per i percorsi formativi STEM (science, technology, engineering and mathematics). Nonostante alcune preoccupazioni, la maggior parte dei cittadini italiani è ottimista rispetto ai progressi digitali: il 71% considera che la digitalizzazione dei servizi pubblici e privati stia semplificando le loro vite.
Infrastrutture digitali
Il rapporto evidenzia come l’Unione europea sia lontana dal raggiungere gli obiettivi che interessano lo sviluppo delle infrastrutture digitali.
L’Italia si colloca vicino alla media europea per quanto riguarda la copertura delle reti a elevata capacità e di quelle in fibra ottica locale e si posiziona ampiamente sopra la media per quanto riguarda il 5G, anche se, soprattutto per quest’ultimo, si suggerisce un miglioramento della qualità del servizio.
Per quanto riguarda il numero di nodi “edge” presenti in Italia, si rileva che nel Paese ci sono 77 installazioni, che rappresentano il 6,5% di quelle europee, ma inferiori a quelle presenti in Francia e Germania.
L’Italia spicca tra gli Stati europei nel settore dei semiconduttori grazie al ruolo delle imprese leader di mercato e alla presenza di piccole imprese specializzate, spesso a conduzione familiare.
Digitalizzazione delle imprese
L’Italia procede nella digitalizzazione dei suoi sistemi produttivi, rimanendo allineata e, talvolta, sopra la media europea: le performance italiane sono superiori a quelle europee per quanto riguarda l’intensità digitale nelle piccole e medie imprese (61%) e l’adozione del cloud (55%).
Il nostro sistema produttivo incontra, invece, delle difficoltà nell’adozione dell’intelligenza artificiale e dei big data e nel numero di unicorni (startup che raggiunge una valutazione di un miliardo di dollari). In particolare, esistono criticità nella crescita dimensionale delle aziende sia per un ambiente non favorevole a supportare lo sviluppo delle startup sia per l’assenza di importanti capitali di investimento.
Servizi pubblici digitali
In Europa e in Italia in particolare, si assiste a un’importante diffusione dell’identità digitale, che sarà ulteriormente sostenuta dalla diffusione del wallet, e a un notevole potenziamento dei servizi per l’accesso online alle informazioni sanitarie. Per arrivare al 100% dei servizi pubblici erogati in modo digitale ai cittadini e alle imprese c’è, comunque, ancora molto lavoro da fare.
Gli Indicatori chiave di prestazione, ricavati dai documenti citati all’interno dell’articolo e riorganizzati
